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LE NEWS... A SCOTTADITO!:« Nembi e CIRRI… a bassa stratificazione», by Stefano Bernardini

 

 

GOODS NEWS  DALL’ITALIA

(e adesso speriamo anche da Senigallia)

 

 by Stefano Bernardini, 03 Marzo 2009

 

 

Q

uando, circa un mese fa, abbiamo portato a Senigallia Domenico Finiguerra, Sindaco di un paese che è passato agli onori della cronaca per avere approvato un Piano di Gestione del Territorio a Crescita Zero, ci siamo sentiti rispondere con sufficienza liquidatoria che è facile fare “le anime belle” in un paese di nemmeno 2.000 abitanti. Diverso è amministrare realtà più consistenti.

Non abbiamo voluto dare ascolto a tali seminatori di zizzania  in quanto l’abbiamo ritenuta non più di una semplicistica battuta. Dal momento che quando si debbono fronteggiare le pressioni della rendita fondiaria e le spinte immobiliari con il canto maliardo della moneta corrente degli oneri concessori e dell’indotto di bretelle, svincoli, centri commerciali, centri benessere, è il sapere tenere la schiena diritta che conta, non certo la grandezza del paese.   

 

G

oods news dall’Italia. Arrivano, per fortuna anche le buone notizie E’ storia proprio di questi giorni che la Giunta della Provincia di Torino ha approvato un nuovo Piano di Coordinamento del Territorio che prevede che non si potrà più costruire su terreni non ancora cementificati (quei terreni vergini, tanto per intenderci, che i Verdi sbandierano come sacri quando si tratta di Complanare ma che hanno lasciato al loro destino quando si è trattato di Lottizzazioni; ndr). E’ storia di questi giorni che il VI  Municipio di Roma, un’ area metropolitana di 135.000 abitanti, ha approvato una mozione con cui si afferma lo Stop al consumo del territorio. Il piccolo e glorioso comune del milanese (Cassinetta di Lugagnano) ha fatto da apripista e adesso la strada è segnata. Piccoli Comuni crescono. Un effetto domino? Sicuramente ancora no, perché la strada è lunga e le trappole lungo il cammino saranno tante. Ma una sana epidemia che comincia piano piano a prendere piede, questo sì. 

E

a Senigallia, città che è stata anni addietro un laboratorio di esperienze innovative? Bah! A guardar bene adesso pare solo un laboratorio di paradossi e di macroscopiche contraddizioni.  Ci è dato di vedere i retori del Nuovo Corso Urbanistico che vagheggiano una Città Futura sotto la regia Durpettian-Angeloniana (!!) e i cultori dei nuovi strumenti urbanistici  che sostengono con convinzione il candidato a Sindaco  teorico delle Varianti Urbanistiche (!!).  Il tutto sa dell’incredibile!  Senza dimenticare che nel Maggio 2008 i Verdi organizzarono un incontro con i comitati e  l’associazionismo cittadino sul tema (allettante) di una nuova urbanistica cittadina. Gli incontri avrebbero dovuto proseguire anche con le associazioni di categoria, i partiti politici: un ascolto di tutte le voci della città su come gestire il territorio. Ma la cosa finì lì. Viene da domandarsi se i Verdi siano stati presi per un orecchio e rimessi in riga (eh! si sa, una poltrona assessoriale comunal-provinciale fa sempre comodo, la presidenza di un Ente municipale dà prestigio), oppure se sono stati presi da un moto di paura e le gambe gli hanno fatto giacomo giacomo.  Atarassia o viltà, chissà?

E poi una associazione cittadina, come Italia Nostra, che  ora salta fuori sul consumo del territorio e la butta (e frigna ) sul bisogno di più estetica nelle costruzioni.  Verrebbe da dire “less estethic, more ethic”. Dal momento che da tempo molti villini sulla Strada Statale sono stati immolati sull’altare dei pluri-condomini (con tutto il traffico indotto che ne deriva; ndr), la stessa cosa è avvenuta in Via Verdi ed  è cominciata la mattanza anche sullo Stradone Misa in onore alla “villettopoli urbana” (con tutto il traffico indotto che ne deriverà; ndr) senza che su questo si sia levato un lamento dagli esangui rappresentanti locali di Italia Nostra. Con una Complanare che sta affettando la città spianando tutto quanto fa “ombra “ sul suo percorso  e gli eco-paesaggisti nostrani girano lo sguardo dall’altra, parte giocando sulla “monumentalità” degli alberi di Viale IV Novembre (a quanto pare “l’egoismo di quartiere” non è solo un nostro appannaggio; ndr). 

 

L

a nostra Senigallia del futuro (speriamo prossimo) è quella che si prefigge regole certe ed uguali per tutti, che cambia la logica da quella di valore di scambio a quella di valore d’uso del territorio, che risponde alla domanda sociale di partecipazione e di qualità urbana e territoriale decisa e prodotta collettivamente e non decisa in modo dittatoriale,che rifugge i facili slogans  e  gli effetti speciali.“Buona nostalgia del Futuro” è il modo con cui ci ha salutato, alla partenza, Domenico Finiguerra. Noi abbiamo nostalgia di una Senigallia diversa da quella di questi ultimi anni.  

 

 

PAESAGGIO, NATURA  CIAO CIAO  CIAO...


[video]

by Stefano Bernardini, 4 marzo 2010

[versione per la stampa]

 


 

 

UNA VERIFICA DI OTTEMPERANZA

... CON PARECCHIE CARENZE 

by  Stefano Bernardini,28 Febbraio 2010


 

N

on è facile riuscire a operare riflessioni approfondite ed adeguate alle necessità mentre fuori dalla finestra impazzano i flashs delle passerelle mediatiche con cotanto “parterre de reines” ed il fragore dei peana e dei putipù dei loggionisti impedisce di concentrarsi. Lì sul palco, dove si celebra il rito della punzonatura alla partenza del Principe del Lupercale, è tutto scintillante. Luce su tutto, in tutti gli angoli. Solo che tutt’intorno fa buio: fa buio sulla città e sulle cose che questa città dovrebbe sapere ma che gli vengono taciute.  

S

olamente qualche giorno fa il Candidato a Sindaco della maggioranza uscente, insieme al suo inseparabile scudiero (un tempo anch’esso Candidato a Sindaco di belle speranze ed oggi ridottosi al ruolo di servente al pezzo) ha proclamato che “il Parco della Cesanella è un regalo della Complanare” (e pare che sia stato anche applaudito!; ndr). In campagna elettorale, si sa, è” licet insanire”, ma una coglioneria e pur sempre una coglioneria e come tale va denunciata. E dire che è compito dei nostri amministratori salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini. Ma tant’è: su certe cose il silenzio è tombale. 

L

o Studio di Impatto Ambientale dell’opera relativa all’ampliamento della Terza Corsia era stato oggetto nel 2006 di diverse prescrizioni da parte del Ministero, tra l’altro prescrizioni non di poco conto. I nostri amministratori prima hanno negato, poi hanno minimizzato e adesso, facendo leva sulla faccia di bronzo, fanno gli gnorri. Eh, si! Perché la verifica di ottemperanza delle prescrizioni, nella seduta plenaria della Commissione VIA ministeriale (siamo ancora solo alla terza corsia; ndr) del 30 Ottobre 2009 non ha ottenuto il completo parere favorevole. Tant’è vero che il parere della Commissione di esame termina con l’inappellabile frase di rito “ Si dovrà procedere con successiva separata verifica per accertare l’adempimento delle prescrizioni di cui ai punti del Decreto 1401/2006 che risultano non ottemperati o rinviati”.    

C

he cosa è successo? E’ successo che quattro prescrizioni sono state poste a carico  della Regione Marche e del Ministero dei Beni Culturali, quattro prescrizioni sono state  sottoposte a rinvio in quanto il proponente (la Società Autostrade;ndr) non ha ancora terminato lo studio ambientale richiesto e ben sei prescrizioni sono state qualificate come Non Ottemperate (!). 

Ohibò! La cosa non è di poco conto dal momento che le prescrizioni non ottemperate riguardano proprio quelle mitigazioni di cui i nostri immarcescibili amministratori si sono sempre riempiti la bocca.

Andiamole a vedere: 

1. Come protezione dalla diffusione di sostanze inquinanti ed in particolare delle polveri era stata sbandierata come soluzione salvifica ed indiscutibile la definizione “di una fascia filtro con essenze vegetali idonee e concordata ed approvata dalla Regione Marche”. Adesso invece salta fuori che “il posizionamento di tale fascia non è realizzabile in continuo per l’intero tratto, sia per le caratteristiche fisiche/morfologiche dei luoghi, sia di quelle progettuali dell’opera, sia che le specie sempreverdi, che mantengono una superficie di impatto costante tutto l’anno, sono specie che non appartengono alla fascia fitoclimatica in esame”. In più non c’è ancora, per la proposta progettuale, l’approvazione della Regione Marche. Se si considera inoltre che un’altra prescrizione riguardava il monitoraggio della qualità dell’aria nelle zone interessate prima dell’avvio dei cantieri (!!)” e che tale monitoraggio ante operam non è stato ancora completato da parte  della Società Autostrade, tanto da far richiedere alla stessa il rinvio dell’esame della prescrizione, si evince in tutta la sua interezza la situazione tragicomica dello stato dell’opera . Sono iniziati i lavori e non hanno portato a termine le prescrizioni richieste, anzi ne chiedono

il rinvio(!!). Così come è stato richiesto il rinvio per i trattamenti “foto-catalitici” (le così dette malte mangia polveri tanto per intenderci; ndr) i cui studi non sono stati portati ancora a termine.  E così come è stato richiesto il rinvio per la sperimentazione atta a distinguere il contributo emissivo inquinante della “sorgente autostrada” dall’inquinamento di fondo, in quanto anche tale studio non è stato portato ancora a termine.  Ma intanto i lavori sono iniziati già da Ottobre e c’è da domandarsi se riusciranno a fornirci “le considerazioni esaustive” prima della fine dell’opera!   

2. Il progetto esecutivo degli interventi di ripristino vegetazionale deve contenere (stante la prescrizione del Ministero dell’Ambiente) uno specifico “Piano di Monitoraggio e Manutenzione” che prevede idonee cure colturali delle essenze e un monitoraggio per una durata quinquennale sull’efficacia degli interventi (cortine verdi, inserimento ambientale delle barriere antifoniche e muri sostegno, nel paesaggio dei rilevati e delle trincee, cortine vegetazionali dense contro la diffusione delle emissioni veicolari). Tale prescrizione è risultata non ottemperata in quanto non c’è un Piano di Monitoraggio e il Piano di Manutenzione non è stato preventivamente approvato dalla Regione. In più un’altra prescrizione riguardava a titolo di compensazione “un piano finalizzato alla riforestazione dei territori, con piante autoctone, per l’assorbimento di carbonio in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di riduzione del gas serra in adempimento del protocollo di Kyoto”. Ebbene anche questa prescrizione è stata rinviata in quanto il progetto non è stato ancora portato a termine. A questo punto viene da dire che se il Parco della Cesanella  è un gentile  regalo della Complanare, come vuole la vulgata mangialardiana, è ancora un pacco vuoto e la sorpresa potrebbe essere amara. Intanto  le villette del parco vanno avanti e ”Prima vedere quattro ville e poi io dare Parco”, come dice la vulgata ceresoniana, rischia di essere solo un banale quanto risibile slogan pre-elettorale.

3. Anche a livello di ottimizzazione acustica l’ottemperanza non è superata. L’integrazione delle barriere fonoassorbenti relativamente all’attraversamento del quartiere di Borgo Coltellone (compresa la barriera sopra la Galleria artificiale), non ha superato la verifica. Un’altra dimostrazione che le mitigazioni sono cose diverse dalle quisquiglie verbali e non basta spacciare per mitigazione qualsiasi sciocchezza.

E allora che dire? Se l’iter della Valutazione di Impatto della terza corsia è ancora impelagato in tali pastoie, figuriamoci a che livello è la Complanare! E immaginiamoci che lavoro spetta alla Regione Marche per la verifica di ottemperanza della Complanare! Invece di prendere atto della situazione, e prendere di petto il problema gli amministratori, come Dorian Gray, si guardano nello specchio e si compiacciono. Però la città, al pari del ritratto, sta disfacendosi. Se non sistemano in tempo certe magagne della Città del Presente, il balzo verso la "Città Futura" rischia di essere un balzo nel baratro.

 

 By Stefano Bernardini, 28 febbraio 2008

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