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LA MIMOSA

(… ma non per tutte)

La ragazza meritò il fiore, che le altre no……..  (Rafael Alberti)

 

 by Stefano Brernardini, 07 Marzo 2010  


                             

I

l nostro Comitato è retto saldamente da una terna tutta al femminile. Evviva! Per la Festa del 8 Marzo a loro vanno gli Auguri e i ringraziamenti di tutto il  Comitato  per l’impegno, la dedizione e la decisione che hanno messo da sempre nello svolgere il loro compito, impegnativo e stressante allo stesso tempo.

E dietro loro sono arrivate altre donne che hanno dato compattezza,  e con garbo e determinazione hanno saputo fronteggiare ogni evenienza e reggere l’urto. Anche a loro vanno i nostri auguri e ringraziamenti. 

L

a mimosa porta con sé la primavera, si dice così non è vero? E quest’anno la primavera porta con sé una bella notizia: finisce il Decimo (X) Anno dell’Era Angeloni, e questa non è notizia da poco. Non è un segreto che, come Sindaco, l’abbiamo sempre apertamente detestata per i suoi modi autoritari da Tacher di provincia.  Ma nell’ultimo Consiglio, in quello che normalmente risulta essere l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze, avremmo potuto anche salutarla  come si fa  con l’arbitro a fine partita, anche se questi ha arbitrato a senso unico. La Signora però, anche in questa occasione, non ha perso il vizio di volere stare sempre “di sopra” e non ha voluto rinunciare al suo modo di essere sempre sopra le righe. Fino all’ultimo sdegnosa (come l’Ombretta del Mississipi), permalosa, irosa, biliosa : insomma non merita la Mimosa!  

D

icendo questo vogliamo invece ricordare, nel giorno della Festa della Donna, il grosso lavoro svolto ed il grosso contributo apportato dall’ l’UDI (Unione Donne Italiane) agli inizi degli anni ’60 quando contribuirono, con le loro proposte, alla stagione degli “standards urbanistici” aprendo la strada alla stagione riformista dell’uso del territorio e della città. Dicendo questo vogliamo plaudire alla Associazione delle Donne in Agricoltura che, è notizia proprio di questi giorni, hanno aderito al Movimento nazionale per lo Stop al Consumo del Territorio. Ci piace rimarcare come chi, per il contatto quotidiano con la terra, sa riconoscerne il valore e teme per la sua perdita.  Anche la nostra Sindaco viene dalla campagna, ma a guardare questi dieci anni sembra essersene dimenticata comportandosi, con il territorio e la città, come la Padrona del Vapore.  Questa volta la donzelletta non ha recato con sé il “mazzolin di rose e viole”, ma solo cemento e asfalto in quantità industriale (a proposito andate a vedere il Consumo di Territorio di Senigallia riportato nell’ apposito  Studio della Regione Marche; ndr).  

L

a stagione che verrà speriamo che sia foriera di nuove prospettive e caratterizzata da Donne “che portino in mano un raggio di sole”, in maniera “ pratica e praticamente”, come dice Jovanotti nella sua canzone. 

In attesa , Auguri! 

Stefano Bernardini

  

P.S. Non c’entra nulla con le Donne, né con la loro Festa ma questa cosa dobbiamo pur dirla. Nell’ultimo Consiglio Comunale il Presidente Silvano Paradisi è (s)caduto in qualche nervosismo di troppo, oltreché fuori luogo.  Possiamo capirlo, con l’ultimo  consiglio deve lasciare  la livrea del Maggiordomo per ritornare nella più popolare veste di garzone di partito e questo gli fa  innalzare il livello nervoso. Possiamo capirlo, il suo silenzio ed il suo stare  “a cuccia” sulla vicenda Complanare, proprio Lui che è stato allevato e cresciuto a Borgo Coltellone (ebbene sì, viene proprio da queste parti; ndr), gli provoca qualche rimorso di coscienza che gli causa qualche bruciore di stomaco.  Ma tant’è, certi nervosismi allo stato brado è bene che li lasci a casa.  Intanto è calato il sipario, si spengono le luci, tacciono i rumori.  E nel buio che cosa si sentirà sussurrar?   

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GOODS NEWS  DALL’ITALIA

(e adesso speriamo anche da Senigallia)

 

 by Stefano Bernardini, 03 Marzo 2009

 

 

Q

uando, circa un mese fa, abbiamo portato a Senigallia Domenico Finiguerra, Sindaco di un paese che è passato agli onori della cronaca per avere approvato un Piano di Gestione del Territorio a Crescita Zero, ci siamo sentiti rispondere con sufficienza liquidatoria che è facile fare “le anime belle” in un paese di nemmeno 2.000 abitanti. Diverso è amministrare realtà più consistenti.

Non abbiamo voluto dare ascolto a tali seminatori di zizzania  in quanto l’abbiamo ritenuta non più di una semplicistica battuta. Dal momento che quando si debbono fronteggiare le pressioni della rendita fondiaria e le spinte immobiliari con il canto maliardo della moneta corrente degli oneri concessori e dell’indotto di bretelle, svincoli, centri commerciali, centri benessere, è il sapere tenere la schiena diritta che conta, non certo la grandezza del paese.   

 

G

oods news dall’Italia. Arrivano, per fortuna anche le buone notizie E’ storia proprio di questi giorni che la Giunta della Provincia di Torino ha approvato un nuovo Piano di Coordinamento del Territorio che prevede che non si potrà più costruire su terreni non ancora cementificati (quei terreni vergini, tanto per intenderci, che i Verdi sbandierano come sacri quando si tratta di Complanare ma che hanno lasciato al loro destino quando si è trattato di Lottizzazioni; ndr). E’ storia di questi giorni che il VI  Municipio di Roma, un’ area metropolitana di 135.000 abitanti, ha approvato una mozione con cui si afferma lo Stop al consumo del territorio. Il piccolo e glorioso comune del milanese (Cassinetta di Lugagnano) ha fatto da apripista e adesso la strada è segnata. Piccoli Comuni crescono. Un effetto domino? Sicuramente ancora no, perché la strada è lunga e le trappole lungo il cammino saranno tante. Ma una sana epidemia che comincia piano piano a prendere piede, questo sì. 

E

a Senigallia, città che è stata anni addietro un laboratorio di esperienze innovative? Bah! A guardar bene adesso pare solo un laboratorio di paradossi e di macroscopiche contraddizioni.  Ci è dato di vedere i retori del Nuovo Corso Urbanistico che vagheggiano una Città Futura sotto la regia Durpettian-Angeloniana (!!) e i cultori dei nuovi strumenti urbanistici  che sostengono con convinzione il candidato a Sindaco  teorico delle Varianti Urbanistiche (!!).  Il tutto sa dell’incredibile!  Senza dimenticare che nel Maggio 2008 i Verdi organizzarono un incontro con i comitati e  l’associazionismo cittadino sul tema (allettante) di una nuova urbanistica cittadina. Gli incontri avrebbero dovuto proseguire anche con le associazioni di categoria, i partiti politici: un ascolto di tutte le voci della città su come gestire il territorio. Ma la cosa finì lì. Viene da domandarsi se i Verdi siano stati presi per un orecchio e rimessi in riga (eh! si sa, una poltrona assessoriale comunal-provinciale fa sempre comodo, la presidenza di un Ente municipale dà prestigio), oppure se sono stati presi da un moto di paura e le gambe gli hanno fatto giacomo giacomo.  Atarassia o viltà, chissà?

E poi una associazione cittadina, come Italia Nostra, che  ora salta fuori sul consumo del territorio e la butta (e frigna ) sul bisogno di più estetica nelle costruzioni.  Verrebbe da dire “less estethic, more ethic”. Dal momento che da tempo molti villini sulla Strada Statale sono stati immolati sull’altare dei pluri-condomini (con tutto il traffico indotto che ne deriva; ndr), la stessa cosa è avvenuta in Via Verdi ed  è cominciata la mattanza anche sullo Stradone Misa in onore alla “villettopoli urbana” (con tutto il traffico indotto che ne deriverà; ndr) senza che su questo si sia levato un lamento dagli esangui rappresentanti locali di Italia Nostra. Con una Complanare che sta affettando la città spianando tutto quanto fa “ombra “ sul suo percorso  e gli eco-paesaggisti nostrani girano lo sguardo dall’altra, parte giocando sulla “monumentalità” degli alberi di Viale IV Novembre (a quanto pare “l’egoismo di quartiere” non è solo un nostro appannaggio; ndr). 

 

L

a nostra Senigallia del futuro (speriamo prossimo) è quella che si prefigge regole certe ed uguali per tutti, che cambia la logica da quella di valore di scambio a quella di valore d’uso del territorio, che risponde alla domanda sociale di partecipazione e di qualità urbana e territoriale decisa e prodotta collettivamente e non decisa in modo dittatoriale,che rifugge i facili slogans  e  gli effetti speciali.“Buona nostalgia del Futuro” è il modo con cui ci ha salutato, alla partenza, Domenico Finiguerra. Noi abbiamo nostalgia di una Senigallia diversa da quella di questi ultimi anni.  

 

 

PAESAGGIO, NATURA  CIAO CIAO  CIAO...


[video]

by Stefano Bernardini, 4 marzo 2010

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UNA VERIFICA DI OTTEMPERANZA

... CON PARECCHIE CARENZE 

by  Stefano Bernardini,28 Febbraio 2010


 

N

on è facile riuscire a operare riflessioni approfondite ed adeguate alle necessità mentre fuori dalla finestra impazzano i flashs delle passerelle mediatiche con cotanto “parterre de reines” ed il fragore dei peana e dei putipù dei loggionisti impedisce di concentrarsi. Lì sul palco, dove si celebra il rito della punzonatura alla partenza del Principe del Lupercale, è tutto scintillante. Luce su tutto, in tutti gli angoli. Solo che tutt’intorno fa buio: fa buio sulla città e sulle cose che questa città dovrebbe sapere ma che gli vengono taciute.  

S

olamente qualche giorno fa il Candidato a Sindaco della maggioranza uscente, insieme al suo inseparabile scudiero (un tempo anch’esso Candidato a Sindaco di belle speranze ed oggi ridottosi al ruolo di servente al pezzo) ha proclamato che “il Parco della Cesanella è un regalo della Complanare” (e pare che sia stato anche applaudito!; ndr). In campagna elettorale, si sa, è” licet insanire”, ma una coglioneria e pur sempre una coglioneria e come tale va denunciata. E dire che è compito dei nostri amministratori salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini. Ma tant’è: su certe cose il silenzio è tombale. 

L

o Studio di Impatto Ambientale dell’opera relativa all’ampliamento della Terza Corsia era stato oggetto nel 2006 di diverse prescrizioni da parte del Ministero, tra l’altro prescrizioni non di poco conto. I nostri amministratori prima hanno negato, poi hanno minimizzato e adesso, facendo leva sulla faccia di bronzo, fanno gli gnorri. Eh, si! Perché la verifica di ottemperanza delle prescrizioni, nella seduta plenaria della Commissione VIA ministeriale (siamo ancora solo alla terza corsia; ndr) del 30 Ottobre 2009 non ha ottenuto il completo parere favorevole. Tant’è vero che il parere della Commissione di esame termina con l’inappellabile frase di rito “ Si dovrà procedere con successiva separata verifica per accertare l’adempimento delle prescrizioni di cui ai punti del Decreto 1401/2006 che risultano non ottemperati o rinviati”.    

C

he cosa è successo? E’ successo che quattro prescrizioni sono state poste a carico  della Regione Marche e del Ministero dei Beni Culturali, quattro prescrizioni sono state  sottoposte a rinvio in quanto il proponente (la Società Autostrade;ndr) non ha ancora terminato lo studio ambientale richiesto e ben sei prescrizioni sono state qualificate come Non Ottemperate (!). 

Ohibò! La cosa non è di poco conto dal momento che le prescrizioni non ottemperate riguardano proprio quelle mitigazioni di cui i nostri immarcescibili amministratori si sono sempre riempiti la bocca.

Andiamole a vedere: 

1. Come protezione dalla diffusione di sostanze inquinanti ed in particolare delle polveri era stata sbandierata come soluzione salvifica ed indiscutibile la definizione “di una fascia filtro con essenze vegetali idonee e concordata ed approvata dalla Regione Marche”. Adesso invece salta fuori che “il posizionamento di tale fascia non è realizzabile in continuo per l’intero tratto, sia per le caratteristiche fisiche/morfologiche dei luoghi, sia di quelle progettuali dell’opera, sia che le specie sempreverdi, che mantengono una superficie di impatto costante tutto l’anno, sono specie che non appartengono alla fascia fitoclimatica in esame”. In più non c’è ancora, per la proposta progettuale, l’approvazione della Regione Marche. Se si considera inoltre che un’altra prescrizione riguardava il monitoraggio della qualità dell’aria nelle zone interessate prima dell’avvio dei cantieri (!!)” e che tale monitoraggio ante operam non è stato ancora completato da parte  della Società Autostrade, tanto da far richiedere alla stessa il rinvio dell’esame della prescrizione, si evince in tutta la sua interezza la situazione tragicomica dello stato dell’opera . Sono iniziati i lavori e non hanno portato a termine le prescrizioni richieste, anzi ne chiedono

il rinvio(!!). Così come è stato richiesto il rinvio per i trattamenti “foto-catalitici” (le così dette malte mangia polveri tanto per intenderci; ndr) i cui studi non sono stati portati ancora a termine.  E così come è stato richiesto il rinvio per la sperimentazione atta a distinguere il contributo emissivo inquinante della “sorgente autostrada” dall’inquinamento di fondo, in quanto anche tale studio non è stato portato ancora a termine.  Ma intanto i lavori sono iniziati già da Ottobre e c’è da domandarsi se riusciranno a fornirci “le considerazioni esaustive” prima della fine dell’opera!   

2. Il progetto esecutivo degli interventi di ripristino vegetazionale deve contenere (stante la prescrizione del Ministero dell’Ambiente) uno specifico “Piano di Monitoraggio e Manutenzione” che prevede idonee cure colturali delle essenze e un monitoraggio per una durata quinquennale sull’efficacia degli interventi (cortine verdi, inserimento ambientale delle barriere antifoniche e muri sostegno, nel paesaggio dei rilevati e delle trincee, cortine vegetazionali dense contro la diffusione delle emissioni veicolari). Tale prescrizione è risultata non ottemperata in quanto non c’è un Piano di Monitoraggio e il Piano di Manutenzione non è stato preventivamente approvato dalla Regione. In più un’altra prescrizione riguardava a titolo di compensazione “un piano finalizzato alla riforestazione dei territori, con piante autoctone, per l’assorbimento di carbonio in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di riduzione del gas serra in adempimento del protocollo di Kyoto”. Ebbene anche questa prescrizione è stata rinviata in quanto il progetto non è stato ancora portato a termine. A questo punto viene da dire che se il Parco della Cesanella  è un gentile  regalo della Complanare, come vuole la vulgata mangialardiana, è ancora un pacco vuoto e la sorpresa potrebbe essere amara. Intanto  le villette del parco vanno avanti e ”Prima vedere quattro ville e poi io dare Parco”, come dice la vulgata ceresoniana, rischia di essere solo un banale quanto risibile slogan pre-elettorale.

3. Anche a livello di ottimizzazione acustica l’ottemperanza non è superata. L’integrazione delle barriere fonoassorbenti relativamente all’attraversamento del quartiere di Borgo Coltellone (compresa la barriera sopra la Galleria artificiale), non ha superato la verifica. Un’altra dimostrazione che le mitigazioni sono cose diverse dalle quisquiglie verbali e non basta spacciare per mitigazione qualsiasi sciocchezza.

E allora che dire? Se l’iter della Valutazione di Impatto della terza corsia è ancora impelagato in tali pastoie, figuriamoci a che livello è la Complanare! E immaginiamoci che lavoro spetta alla Regione Marche per la verifica di ottemperanza della Complanare! Invece di prendere atto della situazione, e prendere di petto il problema gli amministratori, come Dorian Gray, si guardano nello specchio e si compiacciono. Però la città, al pari del ritratto, sta disfacendosi. Se non sistemano in tempo certe magagne della Città del Presente, il balzo verso la "Città Futura" rischia di essere un balzo nel baratro.

 

 By Stefano Bernardini, 28 febbraio 2008

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SVINCOLI DA CUI… "SVINCOLARSI"!

 

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 SVINCOLI, uno ogni 1,2 km - 4 cavalcavia da demolire e sostituire con strade di collegamento e rotatorie. Tutto questo in neanche 8 km di strada!

Credo che la maggior parte dei cittadini senigalliesi non abbia ancora ben "afferrato" la cifra del danno della complanare, di come e quanto questa sottragga e consumi, con "trasporto", il territorio…

La città sta assistendo, infatti, con sonnolenza, se non con indifferenza, all'inizio dei lavori che precludono allo scardinamento del poco spazio urbano rimasto libero e che, fino a poco tempo fa, doveva servire per camminare, passeggiare, comunicare, incontrarsi…

Proprio gli svincoli e le rotatorie, in apparenza così asettici e funzionali (secondo la prospettiva auto-centrica), sotto una luce diversa, andrebbero letti invece come "segnali premonitori" che in quel punto, "qualcosa" di cemento sta per "accadere" e prenderà il posto dell'attuale fisionomia geografica (una nuova lottizzazione, un nuovo quartiere, un nuovo centro commerciale, un nuovo polo direzionale…).

La strada di un tempo, col suo vissuto di relazioni, dovrà arrendersi a una interquartieri che convoglia il traffico al casello autostradale (nuova e moderna "porta" della città!), una struttura "spersonalizzata" di circolazione e di attraversamento, dove lo stare e il muoversi sarà solo in funzione della velocità e dell'accesso individualizzato e marginalizzerà ed escluderà ancora di più le fasce di persone che hanno bisogno di mobilità lenta e di soste: pedoni, ciclisti, bambini, anziani, madri con carrozzine e passeggini, disabili… una sorte di "segregazione mobile" orientata al/e/dal consumo.

L'ennesima dimostrazione di quanto siano intrecciate, nella nostra città, le pratiche urbanistiche e i piani di mobilità con le esigenze di rendita immobiliare.

E allora, da residenti-resistenti, estromessi ed estraniati dal proprio ambito vitale e sociale, non ci rimane che "s-vincolarsi" da tutto ciò…

In che modo?

Ø   DELEGITTIMANDO la logica culturale che fa del mercato, della speculazione edilizia, del trasporto privato su gomma, l'unica "narrazione" possibile per i nostri luoghi;

Ø   CONTRASTANDO l'avanzare di un'economia "globalizzata" che sta divorando suolo e salute… la stessa che dà alla complanare e ai suoi svincoli il potere di fissare e dettare le regole della nostra vita;

Ø   BOICOTTANDO = NON ACQUISTANDO beni, "prodotti", servizi di quelle imprese e organizzazioni (società di costruzioni, multinazionali, holding finanziarie…) che, direttamente o indirettamente, contribuiranno alla realizzazione della complanare;

Ø   BOICOTTANDO = NON VOTANDO, alle prossime elezioni di marzo, quei politici che hanno deciso di sostenere il progetto. 

Un appello, dunque, a tutti quei cittadini che ancora hanno a cuore il loro territorio e la loro città: 

 «S-VINCOLIAMOCI TUTTI!»

 

by Anna Manoni, 22 febbraio 2010

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NO ALL'ABBATTIMENTO SELVAGGIO DEGLI ALBERI!

 

PER CONOSCERE MEGLIO LE RAGIONI DELLA NOSTRA MOBILITAZIONE LEGGI IL DOCUMENTO!

Stop al Consumo di Territorio

 

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