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on è facile riuscire a
operare riflessioni approfondite ed adeguate alle necessità mentre
fuori dalla finestra impazzano i flashs delle passerelle mediatiche
con cotanto “parterre de reines” ed il fragore dei peana e dei
putipù dei loggionisti impedisce di concentrarsi. Lì sul palco, dove
si celebra il rito della punzonatura alla partenza del Principe del
Lupercale, è tutto scintillante. Luce su tutto, in tutti gli angoli.
Solo che tutt’intorno fa buio: fa buio sulla città e sulle cose che
questa città dovrebbe sapere ma che gli vengono taciute.
olamente qualche
giorno fa il Candidato a Sindaco della maggioranza uscente, insieme
al suo inseparabile scudiero (un tempo anch’esso Candidato a Sindaco
di belle speranze ed oggi ridottosi al ruolo di servente al pezzo)
ha proclamato che “il Parco della Cesanella è un regalo della
Complanare” (e pare che sia stato anche applaudito!; ndr). In
campagna elettorale, si sa, è” licet insanire”, ma una coglioneria e
pur sempre una coglioneria e come tale va denunciata. E dire
che è compito dei nostri amministratori salvaguardare l’ambiente e
la salute dei cittadini. Ma tant’è: su certe cose il silenzio è
tombale.
o Studio di Impatto
Ambientale dell’opera relativa all’ampliamento della Terza Corsia
era stato oggetto nel 2006 di diverse prescrizioni da parte del
Ministero, tra l’altro prescrizioni non di poco c onto. I nostri
amministratori prima hanno negato, poi hanno minimizzato e adesso,
facendo leva sulla faccia di bronzo, fanno gli gnorri. Eh, si!
Perché la verifica di ottemperanza delle prescrizioni, nella seduta
plenaria della Commissione VIA ministeriale (siamo ancora solo
alla terza corsia; ndr) del 30 Ottobre 2009 non ha ottenuto il
completo parere favorevole. Tant’è vero che il parere della
Commissione di esame termina con l’inappellabile frase di rito “
Si dovrà procedere con successiva
separata verifica per accertare l’adempimento delle prescrizioni di
cui ai punti del Decreto 1401/2006 che risultano non ottemperati o
rinviati”.
he cosa è successo? E’
successo che quattro prescrizioni sono state poste a carico della
Regione Marche e del Ministero dei Beni Culturali, quattro
prescrizioni sono state sottoposte a rinvio in quanto il proponente
(la Società Autostrade;ndr) non ha ancora terminato lo studio
ambientale richiesto e ben sei prescrizioni sono state qualificate
come Non Ottemperate
(!).
Ohibò! La cosa non è
di poco conto dal momento che le prescrizioni non ottemperate
riguardano proprio quelle mitigazioni di cui i nostri immarcescibili
amministratori si sono sempre riempiti la bocca.
Andiamole a vedere:
1.
Come
protezione dalla diffusione di sostanze inquinanti ed in
particolare delle polveri era stata sbandierata come soluzione
salvifica ed indiscutibile la definizione “di una fascia filtro
con essenze vegetali idonee e concordata ed approvata dalla
Regione Marche”. Adesso invece salta fuori che “il
posizionamento di tale fascia non è realizzabile in continuo per
l’intero tratto, sia per le caratteristiche fisiche/morfologiche
dei luoghi, sia di quelle progettuali dell’opera, sia che le
specie sempreverdi, che mantengono una superficie di impatto
costante tutto l’anno, sono specie che non appartengono alla
fascia fitoclimatica in esame”. In più non c’è ancora, per
la proposta progettuale, l’approvazione
della Regione Marche. Se
si considera inoltre che un’altra prescrizione riguardava il
monitoraggio della qualità dell’aria nelle zone interessate
prima dell’avvio dei cantieri (!!)” e che tale monitoraggio ante operam non è stato ancora completato da parte della Società
Autostrade, tanto da far richiedere alla stessa il rinvio
dell’esame della prescrizione, si evince in tutta la sua
interezza la situazione tragicomica dello stato dell’opera .
Sono iniziati i lavori e non hanno portato a termine le
prescrizioni richieste, a nzi
ne chiedono
il rinvio(!!). Così
come è stato richiesto il rinvio per i trattamenti
“foto-catalitici” (le così dette malte mangia polveri tanto
per intenderci; ndr) i cui studi non sono stati portati
ancora a termine. E così come è stato richiesto il rinvio per
la sperimentazione atta a distinguere il contributo emissivo
inquinante della “sorgente autostrada” dall’inquinamento di
fondo, in quanto anche tale studio non è stato portato ancora a
termine. Ma intanto i lavori sono iniziati già da Ottobre e c’è
da domandarsi se riusciranno a fornirci “le considerazioni
esaustive” prima della fine dell’opera!
2.
Il
progetto esecutivo degli interventi di ripristino vegetazionale
deve contenere (stante la prescrizione del Ministero
dell’Ambiente) uno specifico “Piano di Monitoraggio e
Manutenzione” che prevede idonee cure colturali delle essenze e
un monitoraggio per una durata quinquennale sull’efficacia
degli interventi (cortine verdi, inserimento ambientale delle
barriere antifoniche e muri sostegno, nel paesaggio dei rilevati
e delle trincee, cortine vegetazionali dense contro la
diffusione delle emissioni veicolari). Tale prescrizione è
risultata non ottemperata in quanto non c’è un Piano di
Monitoraggio e il Piano di Manutenzione non è stato
preventivamente approvat o dalla Regione. In più un’altra
prescrizione riguardava a titolo di compensazione “un piano
finalizzato alla riforestazione dei territori, con piante
autoctone, per l’assorbimento di carbonio in linea con gli
obiettivi del Piano Nazionale di riduzione del gas serra in
adempimento del protocollo di Kyoto”. Ebbene anche questa
prescrizione è stata rinviata in quanto il progetto non è
stato ancora portato a termine. A questo punto viene da dire che
se il Parco della Cesanella è un gentile regalo della
Complanare, come vuole la vulgata mangialardiana, è ancora un
pacco vuoto e la sorpresa potrebbe essere amara. Intanto le
villette del parco vanno avanti e ”Prima vedere quattro ville e
poi io dare Parco”, come dice la vulgata ceresoniana, rischia di
essere solo un banale quanto risibile slogan pre-elettorale.
3.
Anche
a livello di ottimizzazione acustica l’ottemperanza non è superata.
L’integrazione delle barriere fonoassorbenti relativamente
all’attraversamento del quartiere di Borgo Coltellone (compresa la
barriera sopra la Galleria artificiale), non ha superato la
verifica. Un’altra dimostrazione
che le mitigazioni sono cose diverse dalle quisquiglie verbali e non
basta spacciare per mitigazione qualsiasi sciocchezza.
E allora che dire? Se
l’iter della Valutazione di Impatto della terza corsia è ancora
impelagato in tali pastoie, figuriamoci a che livello è la
Complanare! E immaginiamoci che lavoro spetta alla Regione Marche
per la verifica di ottemperanza della Complanare! Invece di prendere
atto della situazione, e prendere di petto il problema gli
amministratori, come Dorian Gray, si guardano nello specchio e si
compiacciono. Però la città, al pari del ritratto, sta disfacendosi.
Se non sistemano in tempo certe magagne della Città del Presente, il
balzo verso la "Città Futura" rischia di essere un balzo nel
baratro.
By Stefano Bernardini, 28 febbraio 2008
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